L’inganno della sirena
100 × 80 cm, Acrilico su tela
Nulla è come appare: non esiste un’unica verità, ma tante quante sono quelle degli occhi di chi guarda.
Tra le acque emerge una sirena, il suo volto seduce, il canto sembra pronto a vibrare. È davvero il suo inganno a condurre verso il naufragio , o è il marinaio che, stanco delle fatiche che hanno segnato la sua pelle, vuole rinunciare cercando in quella voce, estranea a lui, un alibi per il suo desiderio di abbandono? Quando il mare è calmo e invita al riposo, è lì che il canto raggiunge chi si distrae .
Dalla la linea mossa del mare affiorano alghe e coralli, ma nelle profondità del mare è lei a dettare le regole: da una dimensione a noi sconosciuta ci chiama a comprendere ciò che non si vede, dove le certezze si dissolvono e le etichette perdono consistenza. Da sempre definita come colei che inganna, la sirena sorride allo spettatore, lo sfida, si beffa della sua certezza di sapere chi lei sia davvero. La sua bocca si dischiude, il canto ha inizio, sta per intrecciare le note del suo inganno per farci capire quanto fragili siano le nostre convinzioni, perché l’inganno nasce proprio lì, nello sguardo che la giudica, nel pregiudizio che, per sua natura, altera la realtà e la impoverisce.
I colori che indossa non sono casuali: il giallo richiama il tradimento, l’arancio acceso evoca l’inquietudine di una sentenza che l’ha etichettata per sempre. Anche il verde del suo volto è simbolico: un verde ambiguo ma altero, sospeso tra ciò che affascina e ciò che inquieta, segno di una diversità che viene facilmente fraintesa. Sono tonalità cariche di significati che la storia e lo sguardo comune le hanno cucito addosso ma che lei ha indossato con disinvoltura. Ci guarda, ammicca e ribalta quel pregiudizio che l’ha condotta sin qui, ricordandoci — come scriveva Pirandello — che, prima di giudicare la vita o il carattere di qualcuno, dovremmo camminare nel suo stesso cammino e cadere e rialzarci nel medesimo modo, perché osservare non è vedere e nulla è davvero come appare.